BREVE STORIA DEL RALLY COPPA CITTA’ DI MODENA

La prima edizione del Rally Coppa Città di Modena prese il via da Piazza Roma l’ultima domenica di Aprile del 1972. Ad organizzarla la scuderia Modena Corse che, in precedenza, con il nome di “Scuderia Assi” aveva già realizzato diverse gare di regolarità quali il “Giro dell’Appennino Modenese” ed il trofeo “Vignola in Fiore”. La competizione, più che un rally, era in realtà una Regolarità sprint nazionale in notturna con 281 km di percorso e 8 prove speciali tutte su fondo sterrato. Il successo della manifestazione fu immediato e dall’edizione successiva la gara divenne un rally vero e proprio, già valido per il Trofeo Rally Nazionali (TRN). Pur trattandosi della prima edizione, in gara non mancarono personaggi ben noti quali Bobo Cambiaghi, Ravaioli, Pittoni, Marchiol e Canè. Nel 1973 il percorso di gara si allungò fino a 316 km mentre l’anno successivo il percorso fu quasi la metà (180 km con 6 prove speciali). Nel 1975 si tornò ad una gara lunga e difficile, 328 km di percorso con 8 tratti cronometrati. Quello fu praticamente l’ultimo anno in cui il rally si corse su terra, la progressiva asfaltatura delle strade montane divenne inevitabile e nel 1976 la gara si svolse quasi tutta su asfalto. Ormai il Rally Città di Modena si era creato il suo posto fisso nel campionato Rallies nazionali e negli anni successivi arrivò rapidamente ad essere una delle gare più importanti. Anche in queste edizioni non mancarono i nomi di assoluto livello del rallismo italiano; nel 1977, per esempio, presero il via Liviero, Ceccato, Pasetti, Cucirelli, Cane, Biasuzzi, Dalla Pozza e Ceccato, sicuramente alcuni tra i più importanti “piedi pesanti” dell’epoca. Sempre lo stesso anno, un giovanissimo Vittorio Caneva corse sulle nostre strade uno dei suoi primi rally a bordo di una Fiat 127. Negli anni successivi il percorso si allungò ancora, dai 378 km del 1978 si passò ai 397 km del 1979, mantenendo però invariato il numero delle sezioni cronometrate, che restò a 12. Nel campionato TRN del 1979, una gara importante, che era in calendario prima del Rally di Modena, saltò per problemi organizzativi e per questo motivo, per tantissimi equipaggi, diventò obbligatorio partecipare al nostro rally per tentare di raccogliere punti pesanti per il campionato. La scuderia Modena Corse ricevette così circa 450 domande d’iscrizione, ma non poté accoglierle tutte. Alla fine si andò ad estrazione, accettandone un massimo di 273. Alla partenza, le auto risultarono infine 249, segnando un record assoluto per il Rally Città di Modena. Tale edizione segnò anche il debutto assoluto nei rally di Miki Biasion, ma pochi però ricordano che nel 1974, su queste strade, debuttò il grandissimo Gigi Pirollo (anche lui Campione del Mondo rally). La gara conservò negli anni le sue caratteristiche, nel 1982 raggiunse il massimo coefficiente di punteggio nel campionato e lo mantenne negli anni successivi. Nel 1984, al tradizionale nome di “Rally Coppa Città di Modena” si aggiunse la nuova denominazione “Rally dell’Emilia”. Il cambio di nome fu dovuto allo sponsor principale della manifestazione, che da Banca Popolare di Modena divenne Banca Popolare dell’Emilia e chiese di adeguare il nome della gara, anche se l’unico vero nome della gara è sempre stato e sempre rimarrà “Rally coppa Città di Modena”. L’anno successivo l’organizzatore si trovò davanti ad un bivio: restare nel campionato TRN o tentare di portare la gara ad un livello ancora più alto? La decisione fu di entrare nel circuito del Campionato Italiano Rally e chiaramente, come nuovo ingresso, la gara aveva solo il coefficiente 1, ma con un percorso di ben 505 km dei quali 178 di prove speciali. Nel 1986 si salì al coefficiente 2 ed arrivarono a correre sulle nostre strade piloti importanti quali Franco Cunico e Bossini. La gara restò un rally internazionale ben organizzato fino al 1990, poi, presa coscienza che era impossibile fare un ulteriore salto di qualità competendo contro competizioni come il Costa Smeralda, San Marino, Piancavallo, Mille Miglia e via dicendo, si decise per un rientro, al massimo coefficiente di punteggio, nei rallies di Coppa Italia (nuova categoria che ricalcava il vecchio TRN). Fu una occasione persa? C’è chi pensa di sì, ma analizzando la situazione a mente fredda non si può che dare ragione all’organizzatore. Passare ad un coefficiente superiore avrebbe comportato un aumento vertiginoso dei costi ed un incremento significativo della lunghezza del percorso (non semplice da realizzare). Il 1991 segnò anche un momento di crisi per il nostro rally. Franco Donnini, storico ed infaticabile organizzatore della gara, non mise in calendario la corsa per il 1992. Donnini aveva già una certa età e sicuramente le crescenti difficoltà assieme alla stanchezza lo portarono a gettare la spugna. A questo punto tutto l’ambiente rallistico modenese fu scosso dalla notizia, ma quando sembrava tutto perduto, il presidente della “Scuderia Modena Corse”, Stefano Accorsi, decise di provare a gestire l’organizzazione e riuscì nell’intento di rimettere in calendario la gara anche se al prezzo di non avere più la validità per un campionato importante, ma solo per trofei minori. Il rally del 1992 nacque sotto le insegne della “Modena Corse Sport”, mentre la storica “Scuderia Modena corse” continuò ad esistere come punto di ritrovo di piloti ed appassionati, ma nulla ebbe più a che fare con l’organizzazione delle successive edizioni. Dal 1993 la gara rientrò a pieno titolo nel giro dei rally Coppa Italia, dove resterà fino al 2007. Le edizioni successive del rally furono caratterizzate da un percorso selettivo e sempre premiate da un buon numero di iscritti. Alla fine del 1996 anche “Modena Corse sport” lasciò l’incarico di organizzatore e per l’anno seguente la gara venne iscritta a calendario dall’Automobile club Modena, che diede l’incarico alla “Race Program Italia”, scuderia che raggruppava diversi personaggi del mondo rallistico modenese. La gara proseguì senza intoppi fino alla edizione del 2001, poi purtroppo accadde quello che nessuno avrebbe desiderato: l’annullamento dal calendario delle competizioni automobilistiche. Per quattro anni i modenesi restano senza rally. Nel 2006 la gara ripartì, questa volta grazie allo staff della TIM cross. Tutto proseguì bene fino alla edizione 2009, poi nuovamente la cancellazione della gara dal calendario delle competizioni. Dopo tre anni nei quali il rally non era più stato messo a calendario, nel 2013 si ricominciò a correre con una gara dal nome storico, Emilia, ma che doveva partire da una prima edizione per esigenze di marchi registrati e assenze di patrocinio di alcuni enti. Dal 2014 e negli anni seguenti, la gara è stata organizzata dalla Prosevent e si è sempre dimostrata divertente per il pubblico e per gli iscritti.

Chiusa la descrizione della parte storica, mi sento di fare una considerazione generale sul nostro rally. Il “Modena” è sempre risultata una gara impegnativa ed altamente selettiva. Escludendo le ultime edizioni, le strade sulle quali si correva sono sempre state strette e molto spesso estremamente sporche. Si gareggiava quasi esclusivamente di notte e non di rado sul percorso si sono trovate condizioni climatiche difficili, a volte estreme, come per esempio nelle edizioni 1987 e 1989 con neve in abbondanza sulle prove speciali più alte. Ci sono equipaggi che, pur avendo partecipato parecchie volte alla gara, mai sono riusciti a vedere il traguardo. Un pensiero va anche ai piloti locali che su queste strade si sono sempre battuti come leoni, rendendo la vita difficile a chi veniva a correre da fuori, sia che si trattasse di battaglie per la vittoria assoluta sia a livello di classi piccole.
Bella storia quella di questo Rally, ricca di belle macchine, belle persone, sfide di campanile, momenti diventati quasi leggenda e che mi ha regalato tante emozioni e tante importanti amicizie. Una storia che mi auguro, continui anche nei prossimi anni.
Luca Golinelli

Curatore del sito www.rallymodenareggio.it
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